La presentazione di Piergiuseppe Ellerani

Piergiuseppe Ellerani – Un. del Salento

Estratto della presentazione di Piergiuseppe Ellerani: New WebQuest. Apprendimento cooperativo, comunità creative di ricerca e complex learning nella scuola di oggi, Milano, FrancoAngeli, 2017, pp. 9-37: 26-27.

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6. New WebQuest come sistema capacitante, in una prospettiva interculturale del cooperative learning

Nel contesto di quanto sin qui argomentato, New WebQuest (NWQ) può essere considerato un tentativo di porre a sintesi le evidenze della ricerca didattica con i valori e le finalità dell’educazione, per l’oggi e per il domani. NWQ è molto più di una semplice attualizzazione delle forme di cooperative learning e di una rielaborazione di metodi didattici efficaci. Costituisce una proposta forte, in grado di interpretare “che cosa fare in classe” per formare competenze, per interpretare l’insegnamento come azione creativa, motivante e contestualmente attenta alla formazione del curricolo, per alimentare capacità di scoperta e di ricerca nella soluzione di problemi reali – sociali, culturali e territoriali. E soprattutto, in grado di connettere gli universi di senso e di conoscenza formali e informali, “fuori” e “dentro” la classe.

Si tratta di una proposta che incontra il senso profondo della rinnovata attenzione internazionale nei confronti dell’educazione di cui si è parlato in apertura. Si tratta, inoltre, di una proposta che, pur preferendo richiamarsi in questo libro alla linea evidence-based del cooperative learning statunitense, riconosce esplicitamente la natura interculturale dell’apprendimento cooperativo, di cui può a pieno titolo considerarsi espressione.

Peraltro, è utile ricordare quanto l’esperienza europea della cooperazione sia densa e significativa. I principi ritenuti caratterizzanti il cooperative learning si possono accostare al “Metodo di lavoro per gruppi” di Cousinet (1) e al lavoro di Célestine Freinet, (2) che ha maggiormente connotato l’intreccio interculturale dello sviluppo del metodo cooperativo, muovendo dalle sollecitazioni che derivavano dai lavori di Decroly, Pierre Bovet, Claparède, Ferrière in Europa, nonché dal Piano Dalton di Helen Parkhurst e dal Piano Winnetka di Washburne negli Stati Uniti. Su questa ricca esperienza interculturale si sono in seguito innestati gli apporti del Movimento di Cooperazione Educativa, di don Milani, di Bruno Ciari e di Mario Lodi, di Raffaele Laporta, di De Bartolomeis, fino a Mario Comoglio. (3) Giustamente quest’ultimo qualifica il cooperative learning come un movimento di ampio respiro, non riducibile ad alcune tecniche di conduzione della classe.

Lamberto Borghi annota come l’educazione attiva è sempre correlata con la società in cambiamento e con la crescita della persona; è sempre contro le forme stabilizzate, individuali e collettive; è sempre una contestazione, forse anche un’utopia. (4) In queste affermazioni sembrano risuonare gli echi del “vasto movimento” che i Johnson (5) chiamano a fondamento del cooperative learning. Lo si può ritrovare nelle Scuole Laboratorio di Dewey, nel movimento delle Scuole Nuove di Cousinet, nella pedagogia di Freinet, nel movimento di Cooperazione Educativa, fino a NWQ. Non un movimento vasto in astratto, ma un movimento vivo e concreto, connotato dai tratti progressisti. É questo un ulteriore – e a nostro avviso significativo – tratto interculturale e internazionale del cooperative learning.

NWQ promuove una didattica che rispecchia pienamente i principi ispiratori dell’organizzazione e della conduzione di un contesto capacitante contemplati dal modello dello student-centered learning, che abbiamo ricordato nella precedente sezione. Una didattica orientata alla scelta degli stessi studenti, che consente loro di sviluppare più agevolmente il pensiero riflessivo e la metacognizione, nel contesto della maturazione di un insieme di abilità e atteggiamenti – funzionamenti – che li rendono capaci di controllare, valutare e ottimizzare l’acquisizione e l’utilizzo della conoscenza. I funzionamenti così intesi permettono inoltre di incidere sull’auto-regolazione delle emozioni e delle motivazioni nel corso del processo di apprendimento, nonché di dirigerle efficacemente in vista dei propri obiettivi e dei propri valori. NWQ, infine, promuove la capacità di cooperare e di imparare insieme come competenza del XXI secolo, come modo di essere e di fare desiderabile per lo sviluppo dell’umano. In sintesi, è dunque riconoscibile in NWQ un sistema che metacomunica – in quanto implicita nelle sue procedure – una pedagogia che capacita ad una cittadinanza dal sapore democratico, competente, socialmente responsabile, in grado di apprendere continuamente. Una risposta autentica alle nuove prospettive dell’educazione.


(1) Cousinet R. (1952), Un metodo di lavoro libero per gruppi, Firenze, La Nuova Italia.

(2) Freinet C. (1969), Le mie tecniche, Firenze, La Nuova Italia; Pettini A. (1952), Le tecniche Freinet, Bologna, O.D.C.U. Studio Editoriale.

(3) Comoglio M. (1998), Educare insegnando, Roma, LAS.

(4) Borghi L. (1953), L’educazione e i suoi problemi, Firenze, La Nuova Italia.

(5) Johnson D.W. – Johnson R.T. (1989), Cooperation and competition. Theory and practice, Edina (MN), Interaction.